Decreto Semplificazioni, iniziamo a invertire la rotta

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Di seguito, e in video, la mia dichiarazione di voto sul Decreto Semplificazioni

 

Signor presidente, onorevoli colleghi.
Sono anni che sentiamo ripetere la cantilena secondo cui il nostro paese rischia di morire di passaggi burocratici. Imprese, lavoratori autonomi, commercianti, agricoltori, artigiani: tutto il mondo produttivo conosce fin troppo bene quel Calvario fatto di permessi che non arrivano, adempimenti che si susseguono, certificati, bolli e moduli che si accumulano. Uno spreco di risorse temporali ed economiche, che spesso finisce per svilire anche il più strenuo dei cittadini.
La burocrazia è una pesante “roulotte” che l’Italia si tira dietro da decenni, e che le impedisce di correre. Una zavorra che, in termini assoluti, rappresenta oltretutto, come ci dice l’Istat, un’odiosa tassa occulta del valore di 31 miliardi l’anno! Lo sappiamo da tempo immemore, eppure nelle precedenti legislature non si è fatto praticamente nulla per alleggerire questo carico burocratico che grava sui cittadini.
Tante chiacchiere, zero fatti: si è continuato ad aggiungere, quando invece era necessario togliere.
Il Movimento 5 Stelle lo sostiene da sempre, e con questo decreto fa un primo concreto passo per rendere più facile la vita agli italiani.
A cominciare da quel male cronico rappresentato da uno Stato che non paga le piccole e medie imprese. Così, la memoria va a 5 anni fa. Ricordate? Un giovane presidente del consiglio, che oggi siede in quest’aula, nel 2014 appena arrivato a Palazzo Chigi dichiarò che avrebbe saldato in soli sei mesi tutti i debiti che le pubbliche amministrazioni avevano con gli imprenditori!
Era solo la prima di un lungo filotto di promesse non mantenute, quella dell’allora premier e oggi senatore Matteo Renzi. Aria fritta e parole al vento, insomma, tanto che l’imprenditore Massimo Blasoni comprò una pagina di giornale per ricordargli che i debiti erano rimasti lì, sfiorando i 70 miliardi di euro!!!
Con questo provvedimento iniziamo a invertire la rotta. Con impegni concreti, e non con le stanche promesse di Pulcinella con cui la vecchia politica, quella dei super-competenti che sanno tutto, ci ha riempito i timpani per anni. Oggi creiamo una sezione speciale del “Fondo di garanzia” per le Piccole e medie imprese, finanziata inizialmente con 50 milioni di euro.
Quando è certificato il legame tra la presenza di debiti che lo Stato ha nei confronti di un’impresa e l’impossibilità di quest’ultima di ripagare un prestito o un finanziamento, questa sezione speciale interviene a garanzia dell’imprenditore nei confronti della banca creditrice. Non si possono continuare a vedere aziende prigioniere del travaglio dei mancati pagamenti. E titolari d’impresa, che si tolgono il pane di bocca per tentare di sopravvivere.
Proprio oggi uno studio ci dice che dal 2012 sono stati mille i suicidi per motivi economici nel nostro Paese. Ogni attività che chiude per le mancanze dello Stato è una sconfitta per tutti, ed è giunta l’ora di fermare questa deriva. Il Movimento 5 Stelle lavorerà notte e giorno in questa direzione.
Pertanto, nel provvedimento che ci accingiamo ad approvare, introduciamo nuove tutele a favore di chi fa impresa e si ritrova la casa pignorata per via della crisi. Accogliere il grido di dolore di Sergio Bramini era davvero il minimo che potevamo fare: uno Stato che butta in mezzo a una strada cittadini a cui deve dei soldi non può e non potrà mai definirsi civile. Due firme, quattro scartoffie, e ti toglievano tutto: non si poteva andare avanti così.
D’ora in poi, il giudice non potrà mai disporre il rilascio dell’immobile pignorato prima della pronuncia del decreto di trasferimento delle somme dovute al cittadino. Una novità di buon senso: vogliamo un Paese che tuteli i suoi cittadini e che non diventi il loro aguzzino, come troppe volte è accaduto. Le persone e la loro dignità devono venire prima di tutto.
E veniamo al Sud. Da casertano ho smesso di contare i ministri che negli anni si sono messi sulle labbra pirotecniche novità sul rilancio delle regioni meridionali. Mentre il divario tra Nord e Sud aumentava di governo in governo, oltre al danno abbiamo dovuto sorbirci anche la beffa del fiume di parole inconcludenti della vecchia politica.
In questo contesto sterile di annunci vuoti e di proclami altisonanti, sono nate, ormai diversi anni fa, le zone economiche speciali in alcune regioni del Mezzogiorno. Un proposito buono e lodevole, al quale però i competenti hanno abbinato una stupefacente siccità normativa, che ha reso del tutto stagnante il contesto economico delle aree beneficiarie di questa “dicitura”.
Grazie al Movimento 5 Stelle, tentiamo finalmente di far sì che le zone economiche speciali possano davvero cambiare marcia ed essere “speciali” di fatto e non solo di nome.
Per le imprese che operano al loro interno vengono dimezzati i termini per il rilascio delle licenze, delle concessioni, e dei permessi e di tanti altri passaggi burocratici. Inoltre, agevoliamo per esse anche gli interventi di urbanizzazione e istituiamo specifiche aree doganali in regime di sospensione Iva per le merci.
Sono aiuti concreti, e non aria fritta venduta per svolta epocale come si è visto troppe volte in passato. Quella stessa aria fritta che ha attorniato per lunghi anni il percorso del Sistri.
Già, il Sistri. L’ardito e rivoluzionario sistemone che sempre loro, i sapientoni competenti su tutto, ci avevano spacciato come panacea di tutti i mali per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti. Quello che è successo negli ultimi dieci anni è noto a tutti: un annuncio dietro l’altro, aziende del settore costrette a scucire moneta contante senza alcun ritorno, ed estenuanti e ripetuti rinvii.
Un teatrino insopportabile rimasto in piedi per un decennio intorno a un meccanismo obsoleto, farraginoso e mai andato davvero a regime. Oggi chiudiamo questa inutile farsa politica. La tracciabilità dei rifiuti è un tema troppo serio per noi, e non lo si può derubricare a sberleffo normativo come è stato fatto da troppi governi. L’informatizzazione vera del ciclo dei rifiuti è una delle grandi sfide che ci attende nei prossimi anni: fermo restando un periodo transitorio, creeremo un Registro elettronico nazionale presso il ministero dell’ambiente, a cui le imprese dovranno iscriversi.
Come tutti sapete, il Movimento 5 stelle è la forza politica che più di ogni altra crede nel progresso e nelle nuove opportunità che la tecnologia offre per migliorare la vita dei cittadini. Tra le tante novità che il decreto prevede c’è l’ingresso della parola “Blockchain” nel nostro ordinamento giuridico, che fa seguito ai 45 milioni di euro stanziati in manovra per dare il via a questa rivoluzione.
E a fianco al Blockchain, definiamo anche i primi contorni dello “smart contract”, un programma che opera su tecnologie basate su registri distribuiti come appunto il Blockchain.
E’ un’Italia che guarda avanti, quella verso cui ci muoviamo con questo decreto Semplificazioni. E un’Italia che guarda avanti non può strizzare ancora l’occhio ai combustibili fossili. Questa politica energetica a trazione petrolifera appartiene al secolo scorso: nel 2019 è come pensare di ascoltare musica utilizzando il mangianastri!!! L’era degli idrocarburi è finita. Dobbiamo farcene tutti una ragione.
Come il Movimento 5 Stelle sostiene da anni, è ora di dire Sì alle energie rinnovabili. Non solo a chiacchiere, ma in modo concreto, perché per ogni miliardo investito su fonti sostenibili possono nascere 13 mila nuovi posti di lavoro, a fronte delle poche migliaia che invece si creano trasformando in una groviera i nostri mari e territori trivellando a destra e a manca. Aspetto, questo, che demolisce ogni teoria economica di chi sostiene in modo miope e procelloso che con l’addio agli idrocarburi l’Italia rischia il baratro finanziario. Ovviamente non è così: sono soltanto gli ultimi sussulti di forze politiche e lobby petrolifere che spingono logiche energetiche ammuffite, pronte per essere consegnate ai faldoni della storia.
Con questo decreto arrestiamo un gigantesco sfregio ambientale perpetrato per decenni in nome del profitto e ridiamo sovranità ai cittadini rispetto alle valli, alle coste, ai fondali, ai fiumi e a tutto ciò che fa dell’Italia il paese più bello del mondo dal punto di vista naturalistico.
Oggi aumentiamo di 25 volte le royalties che le major petrolifere devono pagare allo Stato per svolgere le loro attività. Soprattutto, sospendiamo tutti gli iter amministrativi per la concessione di permessi di prospezione e ricerca di idrocarburi.
Abbiamo fatto tutto questo discutendo in commissione riga per riga, attraverso un’interlocuzione sana tra maggioranza e opposizione che rappresenta l’iter con il quale secondo noi va licenziato un decreto simile. Il Movimento 5 Stelle, in ogni provvedimento che porta avanti in queste aule, segue un’unica stella polare: quella che conduce al miglioramento della qualità di vita dei cittadini. Per questo, a nome di tutti i colleghi portavoce del Movimento 5 Stelle, dico Sì alle Semplificazione incluse in questo decreto!

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