Interrogazione parlamentare per l’adozione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli ambienti pubblici (P.E.B.A.)

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Sono 32 i Portavoce del MoVimento 5 Stelle che insieme a me hanno sottoscritto un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Pubblica Amministrazione, al Ministro per la Famiglia e le Disabilità e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, per porre alla loro attenzione la questione legata ai Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli ambienti pubblici (P.E.B.A.) e ai Piani di Accessibilità Urbana (P.A.U.).
Tali piani rappresentano strumenti di gestione urbanistica finalizzati a rendere gradualmente accessibili edifici e spazi pubblici alle persone con disabilità, nonché strumenti necessari per avviare procedure coordinate attraverso cui migliorare il rapporto uomo-ambiente nelle città, ma non solo.
Si tratta di dispositivi importantissimi, e nonostante ci siano due leggi in Italia che dispongono la loro adozione da parte delle Pubbliche Amministrazioni, ossia le leggi 41 del 1986 e 104 del 1992, pochi sono gli Enti Locali che fino ad oggi li hanno realizzati.
L’interrogazione mira a sapere se i Ministri interrogati intendano, nei limiti delle rispettive attribuzioni, adottare le opportune iniziative al fine di predisporre una verifica delle amministrazioni pubbliche locali che abbiano adottato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, e ancora, quali iniziative di competenza intendano assumere affinché le amministrazioni competenti ottemperino ai suddetti obblighi previsti dalla legge, anche al fine eventuale di garantire l’applicazione delle relative sanzioni nei confronti di quelle inadempienti.

Testo dell’interrogazione parlamentare a risposta scritta:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro  della Pubblica Amministrazione, al Ministro per la Famiglia e le Disabilità e al Ministro delle  Infrastrutture e Trasporti- premesso che:

la Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino sancendo all’art. 3 la concreta fruizione di questo diritto per le persone affette da disabilità e costituendo così lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascun individuo per potere esercitare  una serie di diritti  ed  integrarsi pienamente nell’ambiente sociale;

il comma 2 del predetto art. 3 della Costituzione demanda al legislatore il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che non consentono in concreto l’attuarsi del principio di eguaglianza. È quindi, sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l’aspetto della mobilità, ed il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche;

con l’entrata in vigore della legge  n. 18 del 3 marzo 2009,contenete ” Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità”, il predetto diritto alla mobilità si è qualificato ulteriormente come diritto all’accessibilità; pertanto, tale  diritto è strettamente correlato alla realizzazione di alcuni dei più rilevanti principi, cui è finalizzata la stessa Convenzione, ossia il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente ed all’inclusione sociale;

per le finalità sopra espresse  le leggi italiane prevedono l’adozione da parte dei Comuni di Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Il PEBA è uno strumento di gestione urbanistica volto a pianificare gli interventi per rendere accessibili gli edifici e spazi pubblici, previsti dall’art. 32, commi 21 e 22 della legge del 1986,  n.41 e dall’art. 24, comma 9 della legge quadro sull’handicap del 1992, n. 104;

i  Piani su citati  sarebbero dovuti essere adottati già  dal febbraio 1987 dagli Enti centrali e locali in base alle rispettive competenze  riguardanti gli edifici o  spazi pubblici da adeguare, pena, per i piani di pertinenza dei Comuni e Province, la nomina di un Commissario ad hoc da parte della Regione;

la normativa sui PEBA, all’art. 32, comma 9 della L.41/86 prevede che: “Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge”, ed al successivo comma 22: “Per gli interventi di competenza dei comuni e delle province, trascorso il termine previsto dal precedente comma 21, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nominano un Commissario per l’adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche presso ciascuna amministrazione”;

successivamente l’art. 24, comma 9 della L. 104/92  ha sancito che: “I piani di cui all’articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del1986 sono modificati con integrazioni relative all’accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili,all’installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.”;

considerato che:

i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche negli ambienti pubblici (P.E.B.A.) e negli spazi aperti (Piani di Accessibilità Urbana P.A.U.) sono specifici strumenti di gestione urbanistica finalizzati a rendere gradualmente accessibili gli edifici e spazi pubblici alle persone con disabilità e  strumenti necessari per avviare procedure coordinate attraverso cui migliorare il rapporto uomo-ambiente nelle città, ma non solo. Contengono la rilevazione e la classificazione di tutte le barriere architettoniche presenti negli spazi pubblici (strade, piazze, parchi, ecc.) e negli edifici pubblici, le proposte per la loro eliminazione, la stima dei costi per gli interventi di abbattimento;

all’interrogante risulta che ad oggi la quasi totalità dei comuni della Provincia di Caserta non ha ancora  avviato  un iter necessario per la per la formulazione di detti piani e quindi l’adeguamento delle strutture ed aree alla fruizione per le persone con disabilità;

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione descritta;

se intendano, nei limiti delle rispettive attribuzioni, adottare le opportune iniziative al fine di  predisporre una verifica delle amministrazioni pubbliche locali che abbiano adottato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche;

quali iniziative di competenza intendano assumere affinché le amministrazioni competenti ottemperino ai suddetti obblighi previsti dalla legge anche, al fine eventuale di garantire  l’applicazione delle relative sanzioni nei confronti di quelle inadempienti.

 

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