Intervento in Aula – Trafficanti di esseri umani approfittano di instabilità della Libia

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Grazie Presidente,
il Decreto-Legge di cui si dispone la conversione, persegue l’esigenza di incrementare la capacità operativa delle autorità costiere libiche mediante la cessione a titolo gratuito di 10 unità navali in dotazione al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e 2 in dotazione alla Guardia di Finanza, da destinare alle attività di controllo e di sicurezza per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani, e alle attività di soccorso e di salvaguardia della vita umana in mare.
La complessità delle attuali dinamiche del fenomeno migratorio e la necessità di contenerne la pressione, con particolare riferimento ai flussi provenienti dalla Libia, anche in un’ottica di tutela delle frontiere esterne e di prevenzione di potenziali rischi di infiltrazioni da parte di soggetti contigui alle organizzazioni terroristiche, hanno indotto il Governo ad adottare il presente provvedimento di urgenza.
La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori che attraverso il Mediterraneo tentano di raggiungere l’Italia e l’Europa. Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transizione democratica. I trafficanti di esseri umani approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui.
Il provvedimento si inserisce nell’ambito dei vigenti accordi bilaterali e di cooperazione tra Italia e Libia: Trattato di Bengasi, Legge 6 febbraio 2009; Dichiarazione di Tripoli del 21 gennaio 2012 e specialmente il Memorandum d’intesa del 2 febbraio 2017, che tra altri punti stabiliva il rafforzamento della sicurezza alle frontiere tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana. Questa intesa ha consentito di mettere a disposizione della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell’interno libici motovedette italiane, nonché di provvedere alle attività di manutenzione e di addestramento del personale. Da parte sua, l’UE addestra gli ufficiali della Guardia Costiera libica dall’ottobre 2016 nell’ambito dell’Operazione Sophia, lanciata nel luglio 2015 con lo scopo di contrastare l’attività illegale dei trafficanti di esseri umani lungo il Mediterraneo centrale.
Ad oggi, sono 188 gli ufficiali libici che hanno completato la formazione. Ne è conseguito che a partire dal luglio 2017, gli sbarchi in Italia sono progressivamente diminuiti, tanto che dal primo gennaio al 24 maggio 2018, sono giunti sulle coste italiane 10.808 migranti, di cui 7.103 provenienti dalla Libia. Si tratta di una diminuzione di quasi il 78% rispetto ai dati dello stesso periodo del 2017. Inoltre, nei primi tre mesi del 2018, la Guardia Costiera libica ha compiuto più di 4.100 operazioni di salvataggio in mare nella tratta del Mediterraneo Centrale, tra la Libia e l’Italia, raggiungendo una cifra che è pari al doppio rispetto ai 2.500 soccorsi effettuati dalle navi delle ONG nello stesso periodo. È quindi indispensabile dare un seguito a delle misure che si sono rivelate estremamente utili.
In attesa che la componente manutentiva libica acquisisca le necessarie capacità tecniche per garantire il funzionamento delle 12 unità navali da trasferire, il D.L. prevede la fornitura di un supporto logistico fino al 31 dicembre 2018.
È prioritario garantire adeguati standard di sicurezza della navigazione nel Mar Mediterraneo, al fine di gestire correttamente le dinamiche dei fenomeni migratori, specialmente di quelli provenienti dalla Libia che vedono l’Italia da anni in prima linea. Fra il 2014 e il 2017, cioè nei quattro anni in cui è stato più attivo il flusso dal Nord Africa, sono arrivate via mare in Italia circa 623mila persone, per cui il nostro Paese possiede senz’altro un know-how sulle attività di soccorso in mare che deve essere trasmesso ad altri per una fruttifera collaborazione allo scopo di contrastare in modo veramente efficace il fenomeno.
Questa non è una misura da considerarsi risolutiva ma è soltanto un supporto a quella che è una visione più complessa e globale alla quale il nostro Governo sta lavorando con determinazione!

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