Nota Stampa – Ato rifiuti Caserta, storia di una Provincia che fatica a Cambiare.

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La travagliata storia dell’ATO rifiuti Caserta non è ancora terminata e per quanto sta accadendo al suo interno metaforicamente sembra la storia di una Provincia che fatica a cambiare – questo è quanto afferma il senatore Agostino Santillo del Movimento 5 Stelle.
L’ATO Rifiuti di Caserta nasce purtroppo sotto una cattiva stella già attraverso la nomina di Presidente del Sindaco Velardi di Marcianise, nomina non condivisa politicamente da tutti i sindaci. Nel giro di due anni, l’ATO rifiuti riesce a riunirsi pochissime volte , tra assenze e defezioni, senza mai raggiungere il numero legale, fino alla minaccia dell’assessore all’ambiente regionale Fulvio Bonavitacola di commissariamento dell’ente per la mancanza delle nomina del Direttore Generale.

A fine agosto la svolta e l’ATO finalmente è legalmente costituito e viene nominato il direttore generale, ma Antonello Velardi si dimette perché non condivide la scelta del direttore.
Si tratta di Agostino Sorà, ex funzionario delle finanze del Comune di Santa Maria Capua Vetere, attualmente dirigente dell’azienda DHI SPA holding di Pastorano (di AIessandro Di Nardi), che si occupa di rifiuti, che ha da poco ottenuto una sospensiva di un’interdittiva antimafia grazie a una sentenza del Tribunale.
È la prima sospensione che viene concessa in Campania, stando ad alcune fonti, a un’impresa colpita dal provvedimento della Prefettura di Caserta.
Le motivazioni che spingono Velardi alle dimissioni riguardano proprio il nome di Agostino Sorà, che secondo quanto dichiara lui stesso in un post pubblicato nel suo profilo Facebook, “rappresenterebbe il mancato cambiamento auspicabile rispetto ad una gestione legata esclusivamente al passato” e che si è rilevata “fallimentare”.

L’ATO Rifiuti – dichiara il senatore Agostino Santillo – è senz’altro un organo decisionale di grande importanza e come già ribadito da più parti coinvolge più aspetti, dalla scelta del modello di riferimento all’impiantistica, dalle risorse impiegate ai controlli, ma più di ogni altra cosa ciò che deve illuminare un sistema che voglia definirsi virtuoso e che sia improntato alla tutela dell’ambiente e all’interesse dei cittadini è il metodo con cui si individuano le figure tecniche chiamate a guidare strutture che si occupano di trattamento dei rifiuti.

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